venerdì 16 febbraio 2018

il "Settimo Biciclettari", da gruppo di lavoro partecipato, ad associazione mono-personale

il VII Municipio di Roma è un territorio con circa 300mila abitanti pari a quelli di un Comune Italiano come Bologna.
Avere sul territorio delle associazioni e delle persone che lavorano per il progresso culturale della comunità, nel rispetto delle forme associative e dei criteri di partecipazione e trasparenza, è molto importante. 
Cruciale, direi.

a questo proposito, è arrivato il momento di raccontare la genesi e l'ultima trasformazione del "Settimo Biciclettari", che non è stata affatto pubblicizzata.

il gruppo Settimo Biciclettari nasce a fine 2014 su iniziativa della Comunità Territoriale (coordinamento di Comitati di quartiere e di associazioni del VII MUNICIPIO), durante una movimentata riunione di attivisti nella sede del VII Municipio a Cinecittà, alla presenza di un consigliere municipale PD (mi pare di ricordare Poli ma vado a memoria); presenti gli attivisti locali Alfredo Giordani (che poi diventerà coordinatore di #Vivinstrada) e Carlo C. detto "Carletto 7 e 1/2" , che a dispetto del profilo FB, è un attivista #Salvaiciclisti.

Era la fase in cui Risorse per Roma aveva avviato il processo partecipativo per azioni di rigenerazione urbana, e si erano avanzate decine e decine di proposte, di cui molte per le mobilità sostenibile. Ve lo ricordate? tutto finito in bolla di sapone, per quanto io sappia.

A fronte della dispersione e frammentazione delle proposte fui io a chiedere (a gran voce) di avere una visione unitaria che andasse oltre i particolarismi, senza anteporre le legittime esigenze di un quadrante rispetto a quelle di tutto il territorio o addirittura della città; anche perchè intravedevo il rischio che la politica avrebbe avuto gioco facile a tirare le fila, senza un unico interlocutore forte che potesse avere funzione dialettica e di stimolo. 

Fu così che nacque l'idea di fondare un coordinamento unico, che portasse avanti proposte condivise; in una successiva riunione al Casale di Tor Fiscale, si decise di nominare Dario Piermarini coordinatore.
Oltre ai comitati di quartiere erano presenti molti soci di salvaiciclisti, e il coordinatore di #Vivinstrada Alfredo già citato e fu naturale indicare #
Salvaiciclisti e #Vivinstrada nella lista adesioni. Nomi che insieme a quelli di tante altre associazioni che aderirono al progetto giustamente spesi negli anni per far conoscere ed apprezzare il gruppo.

Questo però succedeva un'era geologica fa, quando nessuno aveva palesato l'idea di accapararsi il lavoro e l'impegno di tutti per sostenere la propria personale candidatura... su questo Dario Piermarini era già "scivolato" al momento di candidarsi al consiglio municipale, nelle elezioni da cui è scaturita la vittoria del M5S e l'ascesa della attuale Sindaca Virginia Raggi. 

Ora il sig. Piermarini ci "ricasca" con la (legittima) candidatura al consiglio regionale, senza sentire però il bisogno di auto-sospendersi dal ruolo. Ed evidentemente senza più alcuna remora ad appropriarsi del lavoro e dell'impegno di più persone, anche di sensibilità politiche diverse e molto lontane dalla sua.

.......
Riporto qui un commento in un post su Facebook, molto illuminante sulla vicenda:


Questo il commento di Maurizio Battisti, al post "incriminato" https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10156033197748965&set=a.487776808964.275255.703243964&type=3&theaterpost :


come coordinatore della Comunità Territoriale VII Municipio ho chiesto, come espressamente dettato dall'art 4 del nostro Statuto, di sospendere Dario Permarini dal nostro Direttivo fino al 5 marzo. Avrei ovviamente preferito fosse stato Dario ad autospendersi per non mettere nessuno in imbarazzo e per affrontare più liberamente e serenamente la sua competizione elettorale. Per tutta risposta, spero dettata solo dalla foga del momento, Dario ci ha informato che si "è concluso il suo percorso nella Comunità Territoriale". Sono molto dispiaciuto per l'accaduto ma sono certo che a mente serena la voglia di spendersi per il territorio supererà tutte le incomprensioni e diversità di cui sto leggendo anche su questa pagina. Maurizio Battisti




E' stato Piermarini che ha -in maniera unilaterale, già tempo fa- mutato la pelle del Settimo Biciclettari dipartendo dallo spirito con cui era stato creato, e modificando infine la stessa forma costitutiva senza dare spiegazioni ad alcuno. 
La pagina "chi-siamo" del sito wordpress fino a ieri l'altro conteneva una lunga lista di comitati e associazioni aderenti, eccola:




ora c'è una dicitura di una riga: "Il Settimo Biciclettari è una associazione":


Non sarebbe  necessaria e dovuta una dichiarazione pubblica?

.. ma certo fa una bella differenza poter dichiarare di coordinare un nutrito gruppo di associazioni o invece come ora, dichiararsi come non meglio precisata associazione.
 

Una vicenda francamente imbarazzante, che si sviluppata in un silenzio fragoroso da parte del  coordinatore, in realtà il "padrone del vapore" che da solo detiene le password degli account Facebook, e Twitter, e che ha trasformato una bella esperienza partecipata in una associazione mono-personale.

Meditate gente
meditate

saluti,
Paolo De Luca

domenica 1 ottobre 2017

è nata la nuova 'ciclabile' del tunnel di Santa Bibiana - vince la burocrazia, non la città..

con soli pochi mesi di ritardo rispetto a quanto annunciato, finalmente il Comune di Roma ha costruito due tratti di pista ciclabile nel tunnel di S. Bibiana, che collega i quartieri Esquilino e San Lorenzo, nel centro città... tutto bene ? no!

per chi non lo conosce, il tunnel di S. Bibiana è una striscia di asfalto finora riservata solo alle auto, con a lato due stretti marciapiedi protetti da parapedonali. in quel tunnel, degli anonimi attivisti più volte avevano disegnato una ciclabile popolare su un lato della strada, a indicare il diritto dei ciclisti a condividere la strada con le automobili.
Da parte del Comune, ricavare due piste ciclabili -una per ogni direzione- richiedeva una scelta forte netta e coraggiosa: ridurre da due ad una sola carreggiata lo spazio per il transito delle auto. d'altronde l'operazione non avrebbe creato un imbuto perché quel tratto è preceduto da un semaforo e da una svolta a 90° che già naturalmente costringe le auto a incolonnarsi su una sola corsia. certo che, avendo poi tutto lo spazio a disposizione per l'intera larghezza, le auto se lo (ri)prendono, peraltro con gran rombo di motori.

non si è avuto questo coraggio, ed il Comune ha tolto solo una stretta fascia sul lato che porta verso San Lorenzo disegnando lì una pista ciclabile protetta da doppia delimitazione e dai cosidetti 'occhi di gatto'. fin qui tutto bene. il problema nasce nella direzione verso l'Esquilino.
non volendo come detto togliere spazio alle auto (sia mai!), si è in maniera scellerata , scelto di toglierlo ai pedoni! è stato istituito un divieto di transito (una roba mai vista in centro città) nel marciapiede di sinistra che è stato adibito a pista ciclabile.

chi più chi meno famoso, vari commentatori, le associazioni e chi si occupa di ciclabilità (DeRussis, RomaFaSchifo, Diario Romano, GoVegan, AlbertoFiorillo, Crostella di Cittadini Re di Roma, tanti altri) si sono giustamente rivoltati. come si può pensare di fare mobilità sostenibile togliendo spazio ai pedoni?